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Diabete e Intelligenza artificiale in oculistica

L'utilizzo della AI negli screening dei diabetici porterebbe ottimi risultati di prevenzione. Un piccolo investimento, ma è necessaria lungimiranza. I decisori devono cambiare rotta accettando che i risultati e i risparmi saranno grandi, ma lontani nel tempo
intelligenza
Francesco Bandello

L’intervento di Francesco Bandello, dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano, al convegno ospitato dal Ministero della Salute in occasione della Giornata Mondiale della Vista.

“Al San Raffaele IRCCS abbiamo avuto occasione di utilizzare l’intelligenza artificiale nella valutazione del fondo oculare dei nostri pazienti e le prime impressioni che abbiamo tratto sono delle impressioni assolutamente positive. Sebbene io sia già avanti negli anni di professione e un po’ restio a entusiasmarmi delle novità, devo riconoscere che l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nel nostro mondo ha già prodotto e, soprattutto, produrrà importantissime innovazioni che renderanno la nostra attività più rapida, semplice e con performance sempre migliori. Quando fu introdotta l’oftalmoscopia nella pratica clinica, c’è chi parlò di “cerebroscopia” perché si era capito che il circolo retinico, appartenente alla stessa famiglia del circolo celebrale, poteva essere un testimone fedele di quello che stava accadendo al cervello”. Fu un passo avanti enorme nell’interpretazione delle malattie. Gli avanzamenti resi possibili oggi grazie all’Intelligenza Artificiale sembrano di analoga importanza.

Sostanzialmente – ha spiegato il Professore –  era un metodo induttivo: guardare il particolare per capire il generale. “Oggi guardare il fondo dell’occhio applicando l’intelligenza artificiale apre delle possibilità che hanno, ancora, il sapore della fantascienza”. Per esempio, la possibilità di classificare secondo il metodo deciso a priori una quantità infinita di immagini che diventerà un crescente database sul quale confrontare ogni nuova immagine le cui caratteristiche verranno automaticamente ‘riconosciute’ e segnalate dal programma.  

“Più informazioni ci sono, maggiore è la precisione”.

Rimane un punto dolente 

“È il falso negativo – spiega Bandello – il rischio di sottovalutare anche pochi casi a causa di un errore”. In ogni caso, è un sistema che con un impegno estremamente ridotto, molto modesto dal punto di vista finanziario, consente di arrivare a conclusioni che sono di altissimo livello.

L’applicazione immediata: lo screening oculare per i diabetici  

“Se caliamo questa realtà nel campo dello screening delle complicanze oculari del diabete, è certo che si spenderebbero meno soldi ottenendo un miglioramento della qualità di vita e di vista dei pazienti”.  

Lo scoglio: investire ora per raccogliere tra 10-15 anni 

Il problema – ha spiegato il Bandello – è convincere i decisori ad investire nella direzione della prevenzione, perché i risultati non sono immediati. 

“Ciò non toglie che un discorso di questo genere, proprio in considerazione dei risparmi che oggi è possibile fare con investimenti relativamente modesti, potrebbe consentire di migliorare sostanzialmente la situazione. Il diabete è una malattia in esplosione in tutto il mondo e, in particolare, nelle zone del mondo che meno sono attrezzate per fronteggiarla”.   

Quanto costa la prevenzione del diabete e quando deve iniziare 

“Prevenire significa partire fin dall’educazione alimentare per le scuole elementari. I problemi dello screening delle complicanze oculari del diabete sono problemi economici. Però oggi, ripeto, si può farlo con dei costi che sono modesti, costerebbe enormemente meno rispetto a pagare la pensione di invalidità ai pazienti che poi dopo diventano ipovedenti”.

La previsione 

“Credo che farò in tempo a vedere l’esplosione dell’intelligenza artificiale del nostro mondo, ne beneficeremo e sarà sempre più importante. Ricordavo prima che io sono andato in Francia nel 1984 per frequentare un reparto e lì era il periodo in cui l’ordinateur (computer, ndr) era stato introdotto nella pratica, e io mi resi conto che stava cambiando il mondo, si stava verificando una rivoluzione di cui oggi beneficiamo tutti, perché senza il computer impazziremmo. La stessa cosa succederà con l’intelligenza artificiale. Di più, quello che succederà con l’intelligenza artificiale sarà molto di più di quello che hanno fatto i computer qualche anno fa”. 

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